un leone in casa

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lunedì, 29 novembre 2004

No news it's good news

Potrei cominciare ad abituarmi. León dorme filato fino a quasi le 8, e il pomeriggio due ore e mezza e anche più.

Comincia a ripetere meglio le parole, anche quelle lunghe (ultime incorporazioni: buongiorno e ascensore). Gli piacciono i mandarini e i kiwi, e comincia a chiedere cosa vuole per cena (patate o pasta) - viene accontentato, ma sempre con la verdura al lato che deve mangiare a bocconi alterni. Ha appena finito di decorare il suo tavolino, sembra sia appena passata una banda di graffitari. Parla, parla e parla, e credo che ogni tanto racconta anche le barzellette, ma io non le capisco.

Sabato siamo andati a pranzo da Laura, e in terrazza si stava proprio bene.

Postato da: anninna a 19:34 | link | commenti

venerdì, 26 novembre 2004

w.o.w.

Il 9 gennaio vado a Barcellona con la mia amica Mamen a vedere i REM. Regalo di Natale di Juan. Abbiamo i biglietti, domani prenotiamo il volo... Sto peggio che nell'87 quando ho visto i Depeche Mode a Roma.

Postato da: anninna a 20:49 | link | commenti (3)

venerdì, 19 novembre 2004

Le buone maniere

Un grande passo avanti è stato dato stasera a cena. Dopo essersi mangiato tutta la pasta (fusilli) da solo e con gusto, León non ha voluto sprecare il sugo (aglio, pomodoro, basilico e parmigiano) e, dietro mio suggerimento, ha preso un pezzo di pane e ha fatto la scarpetta!!! Dopo il primo assaggio, mi ha guardato sgranando gli occhi e ha fatto: "Mmmmh!!!"

Gongolo.

Postato da: anninna a 20:49 | link | commenti (2)

Pararará - ch ch

Questo post di zio burp mi è tornato in mente stamattina mentre portavo León all'asilo. Da qualche giorno non andiamo più in bicicletta, perche fa molto freddo, e io arrivo sempre stressatissima: León sarà solo mezzo congelato? Che dimensioni avranno le candele di moccio che gli scendono dal naso? Riusciremo a non essere investiti anche la prossima volta?

Adesso andiamo in autobus; ci si mette un po' di più, perche la fermata è stata spostata dai lavori della metro, ma è una passeggiata tranquilla, con León sulle mie spalle normalmente, e possiamo chiacchierare, imparare ad atraversare la strada, cantare e gridare (lui) i colori degli autobus (rosso o arancione).

Dicevo, che il post di zio burp mi era tornato in mente, perché il divertimento della passeggiata di questa mattina è stato al ritmo della canzoncina della Famiglia Addams - quella lì, pararará (tch, tch), pararará (tch, tch), pararará, pararará, pararará.... Con León sulle spalle, camminavo a ritmo del (pararará) e il tch tch diventava "tch, tch-tch" e facevo il gioco di gambe. León intanto batteva le mani e faceva "papapaaaaa". Io mi sono divertita un mondo.

Postato da: anninna a 12:11 | link | commenti
giocando nella savana

giovedì, 18 novembre 2004

La recita di Natale

Già si stanno organizzando, le malefiche maestre, temute da tutti i genitori. Alle porte delle classi ci sono le liste con i nomi dei bambini e delle bambine, e da cosa devono venire vestiti/e: angelo, pastore, pecorella, maria, giuseppe e gesù. León per fortuna è nella classe dei piccoli, e non faranno il presepe vivente, ma bisogna portarlo col costume lo stesso: basta che sia natalizio.

Rifuggo da qualsiasi cosa preseparia, e penso a Babbo Natale, alla renna Rudolph (qui non lo conoscono, ma nessuno ha detto "natalizio spagnolo", solo natalizio), a un omino di panpepato...

Qualcuno ha qualche idea per un costume per bambino, da fare in casa magari senza dover cucire niente???

Postato da: anninna a 16:59 | link | commenti (5)

Paese che vai, usanze che impari

Prendo spunto da questo post di ComidaDeMama, e penso a come è semplice, e complicato, tirare su un bambino o una bambina. [Nota: in questo post si applica la parità di genere. È più lungo, sembra una scocciatura, ma ne vale la pena]

Da quando sei incinta, e finché il pargolo o la pargola se ne va di casa (almeno), ti arrivano secchi di saggezza popolare, ricette infallibili, prescrizioni mediche scientificamente fondatissime, da seguire alla lettera.

Se però sei italiana, vivi in Spagna, ti documenti su libri britannici e siti americani, hai amici inglesi, danesi, russi e sudamericani, e partecipi a una mailing list di famiglie multilingui e -soprattutto- multiculturali, cominci a renderti conto di come tutto sia molto relativo, e alla fin fine è solo questione di buon senso.

Cibo: in Spagna non si dà glutine fino agli 8 mesi, pena celiachia fulminante; in Italia sembra che si dia molto prima, addirittura ai 4 mesi, però non si danno pomodori fino a non so quanto tempo. La prima pappa in Spagna è latte con cereali senza glutine; in Gran Bretagna latte con farina di riso. In Italia si comincia con il brodino di verdura (credo senza verdure passate) con parmigiano e giro d'olio crudo; in Spagna la pediatra inorridisce, latticini niente fino agli 8 mesi e niente grassi aggiunti. In Giappone se ai 9 mesi non hai dato pesce stai quasi denutrendo a tuo figlio o tua figlia; in Germania dare pesce prima dell'anno e mezzo è una pratica ad alto rischio. In Spagna la prima pappa è di frutta, ed è mezza pera, mezza banana, mezza arancia e mezza mela, frullato. Dopo due settimane, si comincia con la pappa di verdura: una patata, una cipolla e una carota. Qualsiasi variante è giudicata altamente pericolosa; naturalmente alla pediatra non ho mai detto che a León davo mela con la cannella (cotta perché la frutta cruda non la mandava giù bene), crema di broccoli e carote, pappa di lenticchie rosse con la zucca, mousse di batata e zucchina. Adesso León (20 mesi la settimana prossima) mangia bigoli in salsa e nasi goreng.

Scarpe: in Germania non si mettono le scarpe alle bambine e ai bambini finché non camminano; in Gran Bretagna ti consigliano di lasciar sviluppare il piede senza restrizioni, e usare le scarpe solo come protezione dal freddo o da possibili oggetti pericolosi (per strada); in Spagna devi mettere le scarpe per far sì che il piede si sviluppi correttamente. (Personalmente sono per stare senza scarpe il più possibile, anche a 31 anni). In Germania ci si toglie le scarpe per entrare in casa, rimanendo in calzini o usando delle pantofole. In Spagna non ci si tolgono le scarpe, non lo sai che se no prendi freddo e ti viene il rafreddore??? I virus devono aver scoperto una nuova forma di trasmissione, la callofila.

Aria aperta: in Spagna (perdón, a Siviglia, 37º parallelo) non si esce se fa freddo o piove; in Gran Bretagna i bambini e le bambine si mettono i pantaloni impermeabili, la giacca impermeabile, le galosce e il cappello impermeabile, e vanno a giocare nel fango senza nessun problema. In Russia e in Danimarca, le bambine e i bambini di pochi mesi vengono messe/messi a prendere aria: con temperature a sottozero, vengon ben avvolte/avvolti in indumenti caldi, paille e pellicce (?), e piazzati a dormire la pennichella nel passeggino fuori in balcone, mentre i genitori rimagono dentro al calduccio. In Spagna se fai qualcosa del genere come minimo ti ritirano la custodia della figlia o figlio.

E potremmo continuare... se avete altre storie del genere, per favore raccontatemele!

Postato da: anninna a 11:06 | link | commenti (1)

lunedì, 15 novembre 2004

Noci di macadamia

Erano una delle cose che mi mancavano di Madrid, e oggi le ho trovate. Una piccola felicità.

León continua a parlare e parlare. Guardando la foto dell'asilo, mi dice i nomi dei suoi compagni di classe. Riconosce (e dice) il rinoceronte e l'orca. Dice "ciao, ciao" a tutto quello che lascia o che se ne va - l'acqua alla fine del bagno, l'autobus arancione che ci siamo lasciati dietro, il Lolo quando usciamo di casa, la sedia quando la rimettiamo a posto... Domina perfettamente anche l'arancione, e a scuola pure dice bene tutti i colori. Sembra che il dominio delle due lingue sia assolutamente equivalente, e oltretutto usa la lingua corretta in ogni momento - a parte con le persone nuove, dove inizia in italiano e se vede che gli rispondono in spagnolo passa all'altra lingua. Le lezioni di inglese (all'asilo) stanno pure dando risultati, e se quando lo saluti gli dici "Bye bye" risponde a tono. I colori li sa in inglese, e devo propormi seriamente una nuova strategia linguistica in cui ci sia anche l'inglese: sarebbe sciocco non aprofittare della sua buona disposizione e della mia professione. Forse potrei limitarmi a quindici-minuti-quindici in cui leggiamo libri in inglese e da lì prendiamo spunto per continuare un altro po'. Se lo facciamo tutti i giorni, e magari riusciamo ad agganciarci a qualche playgroup anglosassone, a qualcosa servirà di sicuro...

La belva sta pure disegnando molto, anche se con la madre maniacale che ha viene limitato a un colore alla volta. Per ora abbiam fatto nero e blu, magari oggi passiamo al rosso. È che sto leggendo Young at Art, della Susan Striker, e anche se non lo condivido (così, a pelo) al 100%, in generale mi sembra ragionevole. Quindi, foglio di carta sempre disponibile, un colore e basta, libertà di espressione totale, niente frasi del tipo "Oh che bello" o "Che cos'è?", ma verbalizzazione della creazione ("Stai facendo molte curve, guarda che grande questa linea che hai tracciato! Qua hai fatto più forza e il segno è venuto fuori più grosso" ecc ecc) e, soprattutto, mai buttare niente, e se è possibile, appenderlo. León è entusiasta e si è lanciato in grandi Scarabocchi (con la maiuscola per sottolineare la positività del termine) che alla fine porta lui stesso alla parete. Ogni tanto ci prova, a farmi disegnare a me, ma la mia religione me lo proibisce :-)

Ho scoperto underbreath, un vero piacere.

Postato da: anninna a 17:40 | link | commenti (3)

domenica, 14 novembre 2004

Contare fino a quattro

Oggi León ha contato fino a quattro. Stava giocando con degli spaghetti, Juan li tirava fuori uno a uno:

"uno..."

"due..."

e continua León: tre... atto...

Sono perplessa, speravo di avere ancora qualche anno di tempo per risparmiare per l'università...

Postato da: anninna a 23:30 | link | commenti

Ahia

Mi fa male l'orecchio. Il destro.

Credo di non aver avuto mal d'orecchio da quando ero piccola. Fa male.

Mi sono svegliata a mezzanotte meno un quarto, e mi sono presa 600 mg di ibuprofeno, e una amoxicilina (perché secondo me è otite, e a León appena ha mal d'orecchie danno un antibiotico; io, in attesa di essere vista da un medico domani o lunedì, intanto inizio il trattamento). Adesso non mi fa più male, però non smette di fare rumori, tipo scariche elettrostatiche, tv senza antenna o cose così. Ogni tanto smette, poi riprende in modo diverso, oppure sembra che stia per stapparsi, ma no, contnua tappato.

Non riesco a dormire, e dopo un'ora insonne a letto, leggendo o rigirandomi, mi sono alzata a prendere un latte caldo, e a distrarmi un po' giocando allo Spider.

La giornata è stata pesante. Stamattina sono stata in ospedale ad aiutare Pilar e Manuel, i genitori di Raimundo. Il parto si è complicato, a ora Pilar ha i punti che arrivano, letteralmente, fino al culo. Poi a casa dei suoceri, e il pomeriggio è andato Juan in ospedale. Stasera abbiamo scoperto di avere tutti e due la febbre, nonché un raffreddore pazzesco; per fortuna León sta bene.

Dall'orecchio mi esce un pochino di liquidino trasparente, vagamente viscoso. Che sarà???

Postato da: anninna a 01:17 | link | commenti (6)

venerdì, 12 novembre 2004

Benvenuto Raimundo

Postato da: anninna a 18:52 | link | commenti

 

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