un leone in casa

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sabato, 30 ottobre 2004

Così si crescono i figli

Mentre la mamma scarica canzoni di Natale, la sigla dei Lunnis e varie tra Chieftains e Inti Illimani (reminiscenze di gioventù), León e Juan di fronte a me, al portatile, ascoltano e cantano le canzoni dei Lunnis e León impara a distinguere i colori con le lettere di Google.

Postato da: anninna a 21:26 | link | commenti (4)

venerdì, 29 ottobre 2004

Sempre Natale

Autunno, Halloween, Natale - sì, sto già pensando a Natale, embé che ti dà fastidio?

A Halloween non ci penso molto, ma forse domani al mercato una zucca la compro. A León gli piacerà vedere la mamma bestemmiare mentre cerca di tagliarla, e magari ne viene fuori un bel risotto (dalla zucca, non dalla mano della mamma). A Juan piacerà sentirsi utile quando, affranta e sudata, gli chiederìo aiuto perché "non sono nemmeno capace di fare una zucca di Halloween" (tono tragico sconsolato).

Di costumi non se ne parla nemmeno, già ne ho abbastanza con la recita di Natale, che so che ci sarà e León dovrà vestirsi da pastorello, e meno male che non da asino, come me in seconda elementare, meno male che era solo una maschera di cartone.

Ma bando alle ciance, Halloween mi fa un baffo, qua bisogna cominciare a pensare a Natale!

Devo trovare dove vendono alberi di Natale *grandi* (e questa casa ha il soffitto altissimo, sarà una bellezza). Far stampare le foto per gli auguri (se vuoi te ne mando uno anche a te, ma devi mandarmi il tuo indirizzo in mail anna_libera chiocciola yahoo.es). Comprare i francobolli e mandare gli auguri (mica roba da poco). Cominciare a girare per i regali - cerco di averli tutti per l'8 dicembre, dopo solo le emergenze. Qui poi la ressa c'è fino al 5 gennaio, visto che in Spagna quando veramente si danno i regali è la mattina del 6 gennaio. Noi però, da buona famiglia multiculturale (italo spagnola anglogermanica e con un po' di Ecuador in fondo in fondo) facciamo l'albero il 24 pomeriggio, con i nostri regali; i Re Magi arrivano la mattina del 6 dagli abuelos, e la Befana pure farà un salto nella nostra cucina.

E poi ci sono le decorazioni, 'parafernalia' la chiama Juan, un po' sprezzante ma poi lo so che gli piace, le finestre decorate, la ghirlanda fuori dalla porta, l'odore delle candele. E l'albero, vero, grande, con le candeline, non le lucette elettriche, e i gingilli di vetro, legno, carta e stoffa. Quest'anno devo comprare il puntale, che mi manca.

Postato da: anninna a 12:46 | link | commenti (2)

giovedì, 28 ottobre 2004

Un bel blog di foto in bianco e nero - Nyclondon (grazie a Milton per la segnalazione)

Postato da: anninna a 10:54 | link | commenti

mercoledì, 27 ottobre 2004

A volte ritornano

Una risposta a sorpresa da Tiziano, sì quello lì che scrive di corpi e altre cose strane. Vecchio conosciuto (una volta avrei detto persino amico) dai tempi di Venezia, quando non esistevano ancora i giovani cannibali e al massimo lo conoscevano i lettori della talpa libri. È buffo dopo tanti anni di silenzio, senza sapere niente (al massimo un titolo nuovo in libreria, ma capirete che così non si sta dietro alla vita di una persona), raccontare di avere un figlio e di insegnare inglese.

Dieci anni fa.

Dieci anni fa leggevo come una piovra, e Venezia per leggere è fantastica: si può leggere camminando, seduti sullo scalino di un pozzo o aspettando il vaporetto. Difatti scrissi pure una lunga, lunga lista di dove si poteva leggere a Venezia. I librai di Patagonia mi adoravano, passavo di là almeno 3 giorni a settimana. E mi rifornivo di classici a metà prezzo alla Toletta. Tiziano era l'unica persona che conoscevo che avesse letto quanto me e di più, e soprattutto di tutto, di tutti i posti e di tutti i secoli.

Dieci anni fa volevo tradurre The Wasp Factory in italiano, perché per me era un libro bellissimo e Iain Banks non era ancora stato tradotto. Gli scrissi persino presso la casa editrice britannica per sapere se e quale editore avesse i diritti per suoi libri - e mi rispose! Da qualche parte devo ancora avere quella lettera.

Dieci anni fa scoprii che tradurre non ha niente a che vedere con parlare bene una lingua, e dopo due faticosi capitoli, lottando con la iperaggettivazione inglese impossibile da tradurre in italiano senza risultare barocchi (impossibile se non si è un traduttore, chiaro), e dopo qualche appuntamento al Caffé Rosso con Tiziano che mi faceva da coach -poverino-, ho mollato tutto. La traduzione poi qualcuno l'ha fatta. Come, non lo so, un inglese non riesco a leggerlo tradotto.

Dieci anni fa, uff, la Giudecca 296b, le maxi feste, Federica che non si laureava, Franceschiello che non trovava la morosa e ci faceva dei regalini bellissimi per Natale, Inma che sfoggiava minigonne degne dei Mecano, nella doppia non ricordo chi c'era, forse Jacin e Beatrice, forse Daniela e Clea.

Ventidue anni, che pochi mi sembrano adesso, e che grande mi sentivo allora. E quell'altro, là, che aveva proprio dieci anni in più. Mah, che cose strane.

Postato da: anninna a 21:41 | link | commenti (2)

Un pensiero per Rafa

E da ieri sera ci sentiamo fortunati, e felici, di avere Leon con noi. Abbiamo saputo que Rafita, figlio del nostro amico Rafa che vive a San Francisco, da agosto ha diagnosticato un neuroblastoma (cancro del sistema nervoso). Rafita ha 23 mesi. Ha già avuto 4 sessioni di chemio, e prima della quinta cercheranno di operarlo. Se tutto va bene, l'anno prossimo avrà un trapianto di midollo. Non so che altro dire.

Postato da: anninna a 17:20 | link | commenti (4)

León sa fare un sacco di cose nuove.

Cammina tirando su le ginocchia, oppure tirando su tutta la gamba (un po' tipo passo dell'oca). Non so se lo ha imparato all'asilo, ma è molto divertente e ci mette molto impegno.

Si impegna pure molto a infilare l'indice della mano destra nel buco che si crea nella mano sinistra se la stringe tipo a pugno. Può passare anche 5 minuti interi a farlo una y otra vez.

Ha imparato a fare il giro. Un giro è quando lui e Juan, o io e lui, siamo distesi sul lettone, e o uno di noi lo prende da una parte e lo fa volare dall'altra, o facciamo un giro 'sopra' di lui, insomma, delle specie di capriole. Ieri pomeriggio, tutti e tre sul lettone a fare giri e a ridere come scemi, ha deciso che era capace di farlo da solo e ha cominciato a rotolarsi da una parte all'altra. Ma mica così, no: ogni volta lo faceva in maniera un po' diversa - perché è così che lo facciamo: con Juan fa prima il Giro Piripiro, poi il Giro Pirimpero etc, mentre con me si fa il Giro Penderecki, oi il Giro Aleksander Nevski, o il Giro Rygotsky etc. Giri del cazzo, che possono essere vere acrobazie o esercizi di minimalismo. León se la fa sempre sotto dalle risate.

Comincia a scendere le scale bene, cioè diritto, anche se per mano.

Vorrei anche descrivere come salta giù da uno scalino che abbiamo in casa, ma bisogna vederlo, non sono capace di farlo a parole.

Insomma, cresce cresce cresce.

Postato da: anninna a 17:17 | link | commenti

martedì, 26 ottobre 2004

Non gli farà mica male?

A Leon piace tanto tanto tanto il té con il latte e lo zucchero. Ma proprio tanto. Io glielo raziono, se non è pomeriggio intoltrato. Ma non gli farà male?

Postato da: anninna a 16:57 | link | commenti (2)

lunedì, 25 ottobre 2004

Congiunti...

...vitici sono gli occhi di León. E allora rimane a casa, perché non è il caso che tutti i bambini dell'asilo abbiano gli occhi rossi rossi e con le legagne verdoline.

Giornata grigia e freddolina, da gocare a fare capriole sul lettone o leggere tanti libri.

León si sta dedicando a svuotare il cestino delle mollette, io comincio a fare la lista dei suoi regali per Natale e Reyes (lista da dividere tra noi, zii e nonni. Trenino di legno, qualche cubetto duplo, una piccola tastiera il più basica possibile, qualcosa per travestirsi -un tutù?, un elmo da pompiere, qualcosa del genere-, qualcosa per giocare ai grandi -un piccolo passeggino per Giulio, il suo bambolotto, o una asse da stiro, o una cassa registratora, una di quele cose lì insomma-, libri naturalmente, forse un Leap Pad ma forse lo lasciamo per il compleanno che comunque è prestino...

Si accettano suggerimenti.

Postato da: anninna a 09:59 | link | commenti (6)

Parole nuove

cacao

latte

ciao (cao o tao)

León (grande novità, lo dice indicandosi a se stesso)

hola (x) - lo dice a animali, piante, rocce, case, macchine, e persone

è lì (x) - ha aggiunto il verbo, e ogni tanto dice pure (x) è lì

Postato da: anninna a 09:52 | link | commenti

venerdì, 22 ottobre 2004

Amicizie (?)

Ieri mi ha scritto Laura.

Laura è toscana, non ricordo di che città, me lo deve aver detto ma io non ho trattenuto l'informazione.

Laura ha due figli gemelli, Pablo e Eva. Con suo marito, Manuel, vivono a Siviglia. Prima vivevano a Madrid, prima non so bene quando, ma credo che non più di due anni fa. Manuel è madrileño, si sono trasferiti qui credo per il suo lavoro.

Mi chiedo se sta bene parlare così chiaramente di altre persone. Boh, casomai si cancella.

A Laura l'ho conosciuta una settimana fa al Parque de María Luisa, prima di andare alla riunione con i genitori all'asilo di León. Io parlavo italiano con León, lei parlava italiano con i suoi figli, dopo un po' ci siamo avvicinate a chiacchierare. Cose da stranieri all'estero.

Ci siamo trovate bene, mi sembra, sparlando di questo e parlando di quello. Pablo e Eva vanno alla scuola materna-elementare dove andrà León, non parlano italiano a naturalmente lo capiscono, sono allegri e simpatici e insomma normali, non come le bestie che circolano per i parchi sivigliani.

Le ho raccontato del nostro progetto di playgroup, alla fine le ho lasciato la mia email. Non volevo sembrare troppo insistente (lo sono), ma mi sarebbe piaciuto avere la sua, di email. E ieri è arrivata la sua email, ne sono contenta. Oltretutto loro pure sono qui senza famiglia e non so con quanti amici, e sembra assurdo, ma in Spagna fare amici è difficile, sono tutti così amichevoli che alla fine ognuno sta per conto suo.

Ne parlavo ieri sera con Mamen, mi mancano gli amici che passano a trovarti, che vengono a casa, che puoi andare a casa loro, senza che ci sia la sensazione della visita, di dare fastidio. Un proposito per i prossimi mesi, cercare attivamente di fare più vita di casa, la mia e quella degli altri. Sto sempre a cercare di fare quello che fanno gli altri, di adattarmi, ma forse è buono e giusto che faccia quello che faccio io, e gli altri lo accettino, anche se solo per far contenta l'italiana.

 

Postato da: anninna a 11:17 | link | commenti (1)

 

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