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un altro desiderio
Che León sia un po' più sveglio della sua mamma, che legge certi post e, sarà deformazione non professionale, ma pensa veramente ai tuberi mangerecci.
Questo mi ricorda una volta, in autobus a Roma, avrò avuto dodici ani, forse anche quindici, boh. 'Sti ragazzi che mi parlano della gnocca, e io così ingenua (la parola giusta è un'altra, lo so, ma sto cercando di mantenere una certa compostezza) rispondevo tutta entuasiasta - eh si, da noi a Pordenone si mangiano molto gli gnocchi!
Loro: "Ma come si mangia da voi la gnocca?"
Io (pensando, ma guarda un po come parlano male qui a Roma...): "Ma, col sugo di pomodoro, col ragù, o burro e salvia..."
Mi sembrava strano che fossero così amichevoli...
weatherpixie nazionalista
Ma dov'è finita la mia weatherpixie? E perché campeggia quella bandiera spagnola?? Weatherpixie in mano al PP???
Wishing on a Star
Speriamo che duri più di quattro anni, e riusciamo a toglierci un po' di Chiesa di mezzo. Per avere una mezza idea di cosa sto parlando, leggi quest'articolo del manifesto.
E se poi León avrà un ragazzo e non una ragazza, potrà pure sposarsi, se vuole. E adottare. Insomma, forse vivrà in un mondo piu civile, almeno "in casa".
38 di febbre prima di andare a letto. Bueno, pues nada, domani una giornata di riposo (per lui) a casa.
Se pensavo di poter cominciare a rilassarmi, e riprendermi un po' della giornata... mi sbagliavo, perché l'asilite, malattia così chiamata dalla pediatra, ha colpito ancora.
Ma se la febbre non gli va su, io domani all'asilo ce lo mando.
Che si arrangino loro.
Un regalo per la mamma
La foglia me la sventolava fin da sotto casa - "Mamma! Mamma!".
E appena entrato - "Pala bebela-aa beo bee -eo?". Non siamo ancora riusciti a tradurre, aveva qualcosa a che fare con un albero.
Bello. E felice. E simpatico.
Arriva a casa, e comincia a dimenarsi come un forsennato, ridendo, braccia su e giù, chiedendo la musica (per ora sembra non importare quale, oggi gli è toccato Handel)
Crisi d'astinenza?
Ieri me l'ero proprio dimenticato a casa, il Lolo. E quindi Leon ha dovuto abbozzare, e invece di poterlo ciucciare i primi minuti d'asilo, come fa sempre, s'è dovuto consolare con un po' di coccole extra della maestra Aida.
Oggi invece l'ho portato ma non nello zaino, e lo hanno nascosto. Vediamo se riesce a stare senza Lolo. Piano piano, cerchiamo di ritirarlo.
Pensiamo di farlo anche a casa, poco a poco. Per Natale (aspettiamo adesso che passino i primi mesi di asilo e malattie), tagliamo la coda a uno, e vediamo che faccia fa León.
León balla Bach-alao
León va a letto presto, sulle otto e mezza - nove. Tanto si sveglia sempre all'alba (anzi prima: alle sette), quindi tanto vale che cominci a dormire prima. Si addormenta bene e subito, e almeno fino alle due dorme di filato.
Ma ogni tanto cambia, immagino per non abituarci male. Alle nove e mezza, ieri sera, comincia a piangere. Ma che strano, diciamo noi, è già da un'ora a letto; non ci sono stati rumori improvvisi, né dentro né fuori casa; ha preso il Dalsy, non possono fargli male le orecchie; non fa freddo, non fa caldo: ma che vorrà? Noi usiamo il metodo Estivill, ma siam anche dei genitori affettuosi, e davanti a un fatto così inusuale, decidiamo di tirarlo fuori dal lettino, e portarlo in salotto perché si calmi un po'.
Seduto sul divano, appoggiato ai cuscini e col suo Lolo in bocca, León comincia a muovere le braccia su e giù.
"Musica? Adesso??"
Fa cenno di sì.
Gli dò al play, quel che c'è c'è. I Concerti di Bach (grazie a El País che li offre a buon prezzo). León è felice. Scende dal divano e comincia a ballare disco-style. E, finalmente soddisfatto, comincia a giocare con le sue carte - dalla scatola alla libreria, una per una. E quando sono finite, dalla libreria alla scatola una per una. Io e Juan, intanto, inebetiti sul divano, vediamo questo nanerottolo giocare a ritmo di Bach. Poi, finite le carte di nuovo, quattro lettere:
Lolo
e torna a letto.
Primo giorno d'asilo
Dopo aver fatto colazione ho detto a León:
"Dai, andiamo a preparare lo zaino!"
"Aino, aino!" e trotterella tutto felice, indicandolo, e dicendo poi: "Lolo! Lolo!". Identifica lo zaino dell'asilo con Lolo, il suo pupazzo-ciuccio. Beh, almeno lo identifica cn qualcosa di positivo.
Preparato lo zaino, vestito León, piglio il mio casco, e comincia a fare il segno della bicicletta. "No, León, adesso non andiamo in bici, andiamo in autobus. Al ritorno andremo in bicicetta." E usciamo tutti e tre, perché il primo giorno devono esserci mamma e papà. Andiamo in autobus, carichi di pupo, portatile di Juan, pannolini e salviette dellasilo, zaino di León...
Non sappiamo bene come reagirà. Sembra aver capito che va all'asilo, ed è felice, o per loeno tranquillo. Ma a fine luglio ci avevano avvisato che a settembre avrebbe avuto bisogno di nuovo di un periodo di adattamento. Arriviamo al cancello, e lo metto giù, perché faccia gli ultimi metri da solo, com'era abituato a fare alla fine a luglio. Attraversata la porta, comincia a piagnucolare, ma continua lo stesso a camminare verso la sua aula. Lì ci sono le due maestre nuove, sorridno, e per fortuna c'è pure Eva, che è stata la sua maestra a luglio, ma che adesso sta con i più grandi. Piangendo va verso di lei e le butta le braccia al collo, si gira verso di noi - "Papppppà! Mammmmma!" - ma continua aggrappato a Eva. Noi salutiamo velocemente, io cerco, senza esito, di fare una foto, e usciamo a sentire cosa ci dice la maestra Maria José. Come previsto, dopo 2 secondi che siamo usciti dall'aula, smette di piangere. Juan dà un'occhiata, e sta giocando con gli altri bambini.
All'uscita, mi aspettavo che piangesse un po', che avesse mangiato poco... Lo trovo seduto al tavolino del pranzo, sta finendo di mangiare del melone. Si gira, mi vede e sorridendo dice: "Mammmmmma!" e continua a mangiare il suo melone. Mi siedo accanto a lui, aspettando che finisca. Poi Aida (la maestra che sta con lui) lo cambia, lo pulisce, parla con me, e lui tranquillo e contento. Esce camminando, fa ciao ciao a tutti, si fa mettere in bici concentrato nella sua nuova macchinina gialla. E arrivati a casa, crolla addormentato.